Canzoni

Scrivo e continuo a scrivere perché sento la necessità di agire. Un’energia muta il modo di vedere la mia disabilità, con una paralisi celebrale infantile ed una emidistonia, destra sotto una luce positiva. Nella scrittura voglio concretizza la mia fantasia,

che mi permette di staccare la parte sinistra e la parte destra

del mio corpo dalla realtà; raggiungere “luoghi speciali” identificabili come terre italiane o terre straniere e scrivo.

In questo momento storico della mia vita sto, nel mio studio, portando alla luce diari scritti giorno per giorno, considerati: “Compagni di viaggio”.  Provare a comporre canzoni è un capitolo nuovo della mia vita, che sto tentando di concretizzare per raccontarmi, senza trascurare l’affetto, che nutro dal’98 per la poesia. Il mio mondo creativo sentiva l’esigenza di trovare una strategia comunicativa nuova.

Provai nel giugno del’2020 a scrivere brani di canzoni.  



TUTTO INIZIA DA QUI

“Inclusivo, positivo che mira l’obiettivo
di fare sentire il disabile un tassello fondamentale del germoglio comunicativo,
capace di trasformare la difficoltà in qualcosa di attrattivo
tra una realtà fatta
intrecciando esecutivo
e confronto attivo”.

Damiano Cabassi (il Cab)

Iceland 22-26/09/10

ALLE GROTTE DELLE NINFE

“I tuoi grandi occhioni di una donna trasformarono il mio passato solitario

in un grande scenario

di parole, che in me aprirono un nuovo sipario

da ricordare ancora quel giorno straordinario”.

Damiano Cabassi (il Cab)

Corigliano Calabro 22-29/07/19

BRAIES

 

Alberi country, funky

si alzavano su casette di sassi disseminate

dai passanti. Casette di passanti con il messaggio:

“Io c’ero ma non ero umano”

perché non riesco a fermare il mio tempo nella mia mano

e guardare il mio divenire ecologico sovrano

da non trovare il verbale ambientale uragano.


Damiano Cabassi (il Cab)

 

Braies 19-22/07/20

BELLEZZA ROCKETTARA

 

“Dovevo cercare lo sguardo di qualcuno

ma trovavo bendato te nello spazio stellare immune

protetto dalle temperie di pioggia, grandine, sabbia.

Ti trovavo senza tanto cercare

poi quel verbo: “Allontanare” ha cancellato le tue orme

nello spazio di una mia vita annichilita scritta a matita”.


Damiano Cabassi (il Cab)


Ero uno studente della scuola Magistrale Matilde di Canossa di Reggio Emilia di 15 anni. Facevo la 2° F e un giorno Bianca, l’insegnante di sostegno, mi propose di partecipare al corso di Psicomotricità per prendere un attestato e vivere una nuova esperienza. Senza avere ripensamenti e basandomi sulle testimonianze di Bianca e sui giudizi positivi dei miei coetanei, decisi di partecipare a questo corso. Conobbi Susi, Franco, il Body Studio di Reggio Emilia e tutti i partecipanti del corso attraverso esercizi per scoprire il mio IO e il mondo che ruotava attorno a me. Da questi esercizi una persona prese molto la mia attenzione, grazie al suo modo di comportarsi in quella circostanza: energico e allo stesso tempo ricco di umorismo, gioviale. Si chiamava Margherita (Megghi per gli amici) e in lei vedevo qualcosa di speciale, non rintracciabile nelle altre donne. Non so cosa accadde quel giorno ma sentii un’energia così potente da scrivere un pensiero dedicato a lei. Questo pensiero si trasformò in poesie, che segnarono l’inizio di una collezione di scritti uniti, solo ora, in questa canzone.

NEVE

 

Lavagna d’un botto troppo piena di sentimenti

da volerli etichettare per non dimenticare

i loro singoli frammenti

di quella realtà alla spina

talmente densa di pathos

da cambiare la direzione delle mie parole.


Damiano Cabassi (il Cab)