Bersaglio

 

 

Dove sono

le mie timide e fugaci gesta,

il mio cuore resta.

La mia anima calpesta

quel rovente ardimento,

di pace serena di vita vera.

Vorrei volare,

per liberare una mia frizzante anima,

una goccia d’inchiostro

tarda nella mia tela

bruciando, il richiamo della mia vela.

La mia anima

vuole essere

simile al giorno che non duole.

Libertà, vorrei svelare

tra queste frasche, ancora ferme

per un mio core silente.

Dov’è, la mia immagine

che fugge, senza alcuna cagione

al riparo, di una bontà di magione

che conosce sentinelle di speranza,

a noi, che l’uomo manca.

Mi dono a Lui, in quelle mani

pungenti come un giorno

come un uomo,che

all’apparir del vero

pare nano.

Ogni battito, di questo vano tempo

è simile all’ebbrezza, che

nega la tenera carezza di un pastore,

che con astuzia tira la sua freccia,

nel bersaglio dell’anima.

Damiano Cabassi